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2009: è l’anno del re-hosting Stampa E-mail

cobol.gifL’attenzione alla riduzione dei costi sta investendo in modo sempre più evidente l’IT rimettendo in discussione una delle pietre miliari delle attuali infrastrutture informatiche: il Mainframe. Si stima che nel 2009, molte delle aziende che hanno un Mainframe prenderanno in seria considerazione la migrazione del proprio parco applicativo da questa piattaforma ad una a minor costo. I moderni sistemi Open rendono possibile una cospicua riduzione dei costi operativi garantendo lo stesso livello di servizio dei sistemi proprietari basati su Mainframe ed anche le performance elaborative, un tempo appannaggio dei grandi sistemi, sono addirittura migliori se svolte con architetture distribuite basate su sistemi aperti.

La migrazione del parco applicativo può seguire due strade: la riscrittura delle applicazioni nel nuovo ambito (per esempio in Java) o il re-hosting (da Cobol a Cobol).

La riscrittura si giustifica nel momento in cui si rende necessaria una significativa revisione funzionale dell’applicazione; in questo caso, la nuova versione dell’applicazione può essere riprogettata e riscritta in ambiente Open.
Tuttavia, se l'obiettivo è quello di "scaricare" rapidamente il Mainframe, la riscrittura non può essere vista come scelta alternativa rispetto al re-hosting. La riscrittura di un’applicazione, infatti, non è solo molto più costosa rispetto al re-hosting ma richiede anche tempi lunghi per essere attuata.
Per abbattere i costi del Mainframe vi sono pertanto due soluzioni:

1. Investire nell’ottimizzazione delle attuali applicazioni al fine di migliorare le prestazioni e ridurre i consumi (soluzione tattica)
2. Attivare un progetto di re-hosting.

Il re-hosting permette di portare un’intera applicazione o addirittura un intero sistema informativo da un ambito Mainframe ad uno Open in tempi ravvicinati e garantendo le stesse funzionalità applicative ma con un netto taglio dei costi complessivi ed un ROI di mesi. Il software viene portato sulla piattaforma Open “così com’é” dopo essere stato opportunamente “ripulito” e documentato. Una volta in ambito Open si potrà pianificare l’evoluzione dei sistemi in funzione della naturale curva di obsolescenza delle applicazioni e dei nuovi paradigmi architetturali, per esempio BPM e SOA.

Il re-hosting, per essere efficace ed efficiente, richiede organizzazione, competenze e strumenti. Tecnet Dati, C&M ed HTWC hanno creato una soluzione unica per qualità ed estensione di competenze che copre tutte le fasi del re-hosting, parziale o totale. La soluzione è caratterizzata da prodotti e servizi di caratura internazionale e di provata affidabilità e garantisce al cliente tempi e costi certi.
La parte prodotti di questa soluzione è costituita dal software d’ambiente di HTWC (leader nel campo dei TP-Monitor per l’ambiente Open con i prodotti proprietari XCICS e XIMS) e C&M (con la suite EIP che offre altre componenti infrastrutturali, tra cui lo schedulatore CA7 compliant) che minimizzano le necessità di modifica del codice applicativo e dei JCL da una piattaforma all’altra creando un ambiente compatibile (e non emulato) che garantisce performance eccellenti in ambito Open.
I servizi professionali garantiscono al cliente la miglior impostazione del problema e tutti i passi necessari per la sua soluzione, controllandone l’andamento anche dopo la sua conclusione. Consentono inoltre di affiancare il cliente nell’evoluzione del proprio sistema informativo (Application Modernization).